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IN FINANZIARIA, AIUTI AL CINEMA

L'Unità, 2 settembre 2006

Mercato si, no, ma l'antitrust?
Il cinema parla del cinema e Rutelli promette il Palalido


di Gabriella Gallozzi

Il nuovo palazzo del cinema si farà. Grazie all'intervento del governo, annuncia il ministro Rutelli impegnato in questi giorni in un girotondo lagunare di incontri, dibattiti e rassicurazioni al mondo del cinema. Anzi, l'impegno preso con la Biennale, riferisce il ministro, è garantito dallo stesso Prodi che dovrebbe comparire anche lui alla Mostra nei prossimi giorni. Nel susseguirsi di convegni sul tema cinema, si è svolto l'altro giorno anche quello della Confindustria (organizzato da Il Sole 24 Ore) che ha messo insieme una manciata di produttori addetti ai lavori (autori esclusi), più Rutelli e Colasio della Margherita. Ne è venuta fuori una riflessione sullo stato generale dell'arte (poco invidiabile) e su come offrire un futuro alla nostra cinematografia. E le parole chiave della questione, in soldoni, sono state di nuovo quelle già applicate fin qui: basta assistenzialismo, via il Fondo unico dello spettacolo per il cinema, mercato e neanche un accenno al vero nodo della questione, cioè l'antitrust. Argomentazioni già presenti in quella bozza di riforma della legge Urbani presentata da Colasio che molte proccupazioni ha destato tra gli autori. E poco somiglia al programma comune dell'Unione per il riassetto del settore. Anche se Rutelli ha garantito che tutte le proposte di riforma saranno "ascoltate".
"Se vogliamo entrare nella fase del fare - dice Vittoria Franco dei Ds - non si può assumere un solo punto di vista, ma basta essere fedeli al programma dell'Unione. A partire dai temi importanti dell'antitrust e della promozione. Solo così si potrà davvero far tornare protagonista il cinema italiano". A ribaadire questi punti fondamentali, ieri, è stato un seminario sulla nuova legge promosso da "Le giornate degli autori" (Anac e autori Api). Nel dettaglio si parla della necessità di un Centro nazionale di cinematografia (per l'attuazione di tutte le politiche del settore); nuove forme di finanziamento (la tassa di scopo) oltre al Fus; norma antitrust e revisione e applicazione della legge 122 che regola i rapporti tra cinema e tv.

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Il Sole 24 Ore - 1 settembre 2006


L'annuncio al convegno del Sole 24 Ore alla Mostra di Venezia: "Occorre rivedere la legge del 1998"

"In Finanziaria aiuti al cinema"
Il vicepremier Rutelli: nella manovra incentivi fiscali agli investimenti

di Fernanda Roggero

Gli incentivi fiscali agli investimenti nell'industria del cinema di cui si favoleggia ormai da anni potrebbero diventare realtà già nella prossima Finanziaria. Lo ha annunciato ieri a Venezia il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, che ha indicato nel presidente della Biennale Davide Croff il responsabile di una commissione chiamata a individuare concrete proposte di intervento. Il gruppo di lavoro, istituito in accordo con il ministro dell'Economia, avrà tempi di lavoro molto serrati: i risultati sono attesi entro una decina di giorni, in tempo utile per inserire le nuove misure nel pacchetto di bilancio.

Interventi strategici

Ma questa non è l'unica novità emersa nel convegno organizzato dal Sole 24 Ore nell'ambito della mostra del cinema di Venezia: alla tavola rotonda, moderata dal direttore Ferruccio de Bortoli, hanno partecipato anche l'ad di RAI Cinema e videdirettore generale RAI Giancarlo Leone, Riccardo Tozzi e Roberto Ciccuto in rappresentanza di autori e produttori, il segretario della commissione Cultura della Camera Andrea Colasio, il presidente del gruppo Il Sole 24 Ore Innocenzo Cipolletta e il presidente della Biennale Davide Croff.
Il ministro ha illustrato una serie di interventi di impatto immediato e strategici, con cui si intende sostenere e radicare il felice momento del cinema italiano, confermato da quote di mercato in crescita - oltre un terzo degli incassi complessivi - e produzioni di qualità. Su tutti spicca una ridefinizione della legge 122, la normativa con cui il legislatore nel '98 ha imposto alle televisioni di investire in cinema: deve aumentare la programmazione di film in TV, crollata, ha ricordato Rutelli, "dal 40% del 2000 al 28,8% attuale", ma soprattutto va rivisto il ruolo delle pay TV "con nuovi compiti e responsabilità di chi esercita il monopolio di piattaforma". Leggi SKY.
Un intervento su cui concorda Leone, che pure rivendica l'enorme ampliamento dell'investimento RAI, oggi superiore a 50 milioni di euro l'anno. Oggnuno faccia la sua parte, ha detto in sostanza il vicedirettore generale della TV pubblica, anche SKY, da cui il cinema riceve un terso di quanto mettono nel piatto RAI e Mediaset.
Razionalizzare il sostegno che viene dalle televisioni non è però sufficiente. Tutti guardano all'esperienza francese, un bengodi della celluloide che ogni anno mette a disposizione di cinema e audiovisivo più di 530 milioni di euro, a fronte degli scarsi 90 riservati al grande schermo dal FUS. Gran parte di questi finanziamenti vengono dal cosiddetto prelievo di filiera, effettuato su tutte le forme di fruizione dell'opera cinematografica, da sala, home video, TV, generalista e a pagamento, fino al web. Il ministro non è contrario, Tozzi chiede che il prelievo, nel caso delle TV, sia aggiunto agli interventi imposti alle 122 e Ciccutto plaude a meccanismi automatici di finanziamento ma sottolinea che una vera, efficace riforma di sistema può avvenire solo mettendo allo stesso tavolo i tre ministeri coinvolti, Beni Culturali, Comunicazioni ed Economia.


Assistenzialismo addio

Con il ministero retto da Padoa-SChioppa, Rutelli ha iniziato a parlare di agevolazioni fiscali, con quello del collega di partito Gentiloni ha avviato invece un gruppo di lavoro per mettere a punto una normativa quadro in grado di definire adeguate forme di tutela del diritto d'autore nelle nuove modalità di accesso tecnologico ai contenuti culturali.
La legge di sistema, invocata anche da Colasio, firmatario di una incisiva proposta di riforma, troverà i suoi tempi, ha assicurato il ministro. Così come verrà ritoccato, entro sei-otto mesi, anche il decreto legislativo che ha rivisto la struttura del finanziamento pubblico ai film. "La stagione dell'assistenzialismo puro è finita" ha assicurato Rutelli, sarà privilegiata la logica di filiera e l'esigenza di fare sistema.
E dicendo questo ha voluto per l'ennesima volta spegnere le polemiche che hanno avvelenato la vigilia della mostra veneziana. In agenda anche la definizione normativa della figura del produttore indipendente, la creazione di un'Agenzia Nazionale del cinema, l'allungamento della stagione cinematografica. Insieme con una ridefinizione degli equilibri e delle prospettive degli investimenti della TV nel cinema. Non in maniera accademica: sul contratto di servizio RAI, ha ricordato Rutelli, per la prima volta sarà coinvolto anche il ministro dei Beni Culturali.

 Il programma de L'Unione per il Cinema e l'Audiovisivo
 Il Contributo dei Ds al programma de L'Unione per il Cinema e l'Audiovisivo

Pubblicato il 2/9/2006 alle 11.0 nella rubrica Venezia 63.

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