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RIFORMIAMO IL CSC, INCONTRO AL LIDO

"No alla fabbrica dei sogni che chiude alle 17". In questo slogan di Giuliano Montaldo si riassumono le ragioni di una battaglia che chiede di recuperare il Centro Sperimentale di Cinematografia agli obiettivi profondi della sua origine. Per discutere della riforma e degli aspetti che questa dovrà assumere si sono incontrati alla Villa degli Autori studenti, dipendenti, sindacalisti della FP CGIL e insegnanti del Centro, con esponenti delle associazioni degli autori e dei produttori. Non sono stati invitati però dall'organizzazione delle Giornate degli Autori i dirigenti dell'istituto di formazione. "Perché si sarebbe rischiato un inutile linciaggio - spiega Citto Maselli - e perché tutto si sarebbe ridotto a un discorso sulle persone anziché sui progetti".

Sotto accusa soprattutto i tagli del FUS e le sue conseguenze sull'attività della scuola, tra cui l'abolizione dello straordinario per i dipendenti (che impone, appunto, di chiudere alle 17), la riduzione del 70% dei contratti a tempo determinato e la sospensione del bando di concorso 2007-2009 per tutti i corsi, a eccezione di quello di recitazione. Uno studente del corso di sceneggiatura ha palesato i grandi problemi pratici a cui va incontro con i suoi colleghi: la mancanza di spazi (alcune lezioni si svolgono addirittura sulle scale); l'eliminazione delle borse di studio a fronte dell'introduzione del pagamento di una retta; i problemi logistici, con teatri di posa e biblioteche non agibili e la mancanza di un progetto didattico a lungo termine. Mancanza che emerge anche dagli orari dei corsi, sul 70% dei quali avviene di trovare scritto: "Lavoro individuale".
Ciò che si richiede a gran voce, anche con un appello a cui hanno già aderito tanti nomi dello spettacolo, è il ritorno a un Centro che sia davvero sperimentale, e che riassuma il ruolo di punto di riferimento del cinema italiano. E per fine settembre si invoca un incontro per la progettazione delle riforme da attuare.

Per aderire all'appello è possibile inviare una e-mail all'indirizzo: fp@lazio.cgil.it specificando in oggetto: "Adesione Appello CSC" e indicando nome, cognome, professione.

Pubblicato il 4/9/2006 alle 19.20 nella rubrica Venezia 63.

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